Denuncia sul patrimonio arboreo romano: perché si parla di quasi 18mila alberi persi e cosa significa per la città

Denuncia sul patrimonio arboreo romano: alberi persi e gestione del verde urbano Roma • Verde urbano • Alberi • Manutenzione del verde

Denuncia sul patrimonio arboreo romano: perché si parla di quasi 18mila alberi persi e cosa significa per la città

Negli ultimi mesi diverse associazioni e comitati hanno acceso i riflettori sulla gestione degli alberi a Roma: secondo la denuncia, in tre anni la Capitale avrebbe perso quasi 18mila alberi, sostituendone solo una parte. Il tema è diventato centrale perché tocca insieme sicurezza, clima urbano e salute pubblica: meno ombra, più calore, più stress sugli ambienti urbani, e un patrimonio verde che richiede cure costanti, non interventi a singhiozzo.

Cosa sostiene la denuncia (e perché fa discutere)

Il punto più contestato è il divario tra alberi abbattuti e alberi realmente sostituiti. Diverse ricostruzioni giornalistiche citano numeri vicini a 18.000 abbattimenti tra 2021 e 2023 e circa 2.400 nuove piantumazioni nello stesso periodo, alimentando polemiche e richieste di maggiore trasparenza. (L’Espresso | Tgcom24)

Le associazioni: “così si perde capitale verde”

Nelle denunce compaiono spesso due criticità: potature non sempre “di qualità” e sostituzioni lente o parziali, con l’effetto di ridurre ombra e servizi ecosistemici proprio mentre aumentano caldo e stress climatico. (Ecoitaliasolidale citata da Floraviva)

I comitati: “sicurezza sì, ma tutela insieme”

Molti comitati non negano il tema sicurezza (alberi malati e rischio caduta), ma chiedono una gestione più strutturata: censimenti, diagnosi, cure e sostituzioni pianificate. (Corriere Roma)

Perché è un tema “caldo” (letteralmente): quando perdi alberi adulti, non stai perdendo solo “verde”: stai perdendo ombra immediata, raffrescamento, assorbimento di inquinanti e un pezzo di vivibilità urbana.

Cosa dicono i canali istituzionali: bilancio arboreo e regole

Sul fronte ufficiale, Roma Capitale pubblica informazioni legate al Bilancio Arboreo (previsto dalla legge nazionale sul verde urbano) e al Regolamento del Verde. L’idea di base è chiara: gli abbattimenti devono essere gestiti con criteri tecnici e accompagnati da sostituzioni programmate, rispettando regole e tempi. (Bilancio Arboreo – Roma Capitale) (Regolamento del Verde – DAC 17/2021)

Un riferimento utile: il “bilancio” nel tempo (dati su rendiconti)

Anche l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi di Roma Capitale (ACoS) riporta tabelle sul bilancio arboreo (anni 2019–2023) basate sui rendiconti dell’Amministrazione, offrendo un quadro utile per capire trend e scostamenti nel tempo. (ACoS – Relazione Annuale 2024, “Verde pubblico”)

Nota: i numeri possono variare in base a definizioni e perimetri (alberi adulti vs alberi giovani, tipologia di area, periodi considerati). È proprio per questo che “censimento + report pubblici” fa la differenza.


Negli ultimi anni il Comune ha comunicato anche iniziative di forestazione e piantumazioni in diversi municipi, sottolineando che gli abbattimenti riguardano spesso piante malate o a rischio, con l’obiettivo dichiarato di aumentare le nuove messe a dimora. (Roma Capitale – Piano forestazione)

Perché vengono abbattuti gli alberi: sicurezza, malattie, manutenzione

La questione non è “tagliare sì / tagliare no”. In una grande città alcuni abbattimenti sono inevitabili: alberi malati, instabili, compromessi da parassiti, lavori stradali o condizioni di rischio. Il problema nasce quando la cura ordinaria non riesce a stare al passo: potature fatte male, stress idrico, terreni compattati, cantieri e urti, parassiti, e sostituzioni che arrivano tardi.

Abbattimenti urgenti e gestione del rischio

Roma Capitale pubblica avvisi su abbattimenti a carattere d’urgenza, collegati a valutazioni di pericolosità. (Esempio: Avviso abbattimenti urgenti)

“Alberi morti in piedi” e pressione sul patrimonio

Alcune analisi giornalistiche spiegano come stress e patologie possano portare a piani di abbattimento molto ampi, se non c’è una gestione preventiva capillare. (Il Post)

Il nodo vero: la sicurezza si ottiene meglio con manutenzione programmata (controlli, potature corrette, cure, irrigazione dove serve) e con sostituzioni gestite, non solo con interventi emergenziali.

Impatto su ambiente e salute: caldo, aria e benessere

Gli alberi in città non sono “decorazione”: sono infrastruttura climatica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/Europa) evidenzia benefici su salute fisica e mentale, riduzione dell’esposizione a calore e inquinanti, e miglioramento del benessere complessivo. (WHO – Urban green spaces and health)

Caldo estremo: più alberi, meno rischi

Aumentare la copertura arborea è una delle misure più citate per ridurre l’impatto dell’isola di calore urbana. Studi europei e sintesi istituzionali ricordano che più alberi significa più raffrescamento e potenzialmente meno decessi legati al caldo. (Commissione UE – Urban heat)

Benefici misurabili anche sulla salute

In Italia, analisi e sintesi scientifiche collegano la presenza di alberi alla riduzione di fattori nocivi (calore, inquinamento) e a effetti positivi su benessere e salute. (ARS Toscana – Greening e mortalità)

Tradotto: perdere alberi adulti non è “solo un numero”. È perdita di ombra immediata, di raffrescamento naturale e di qualità urbana proprio quando le estati sono più difficili da gestire.

Come si migliora la gestione del verde urbano: azioni concrete (non slogan)

Se l’obiettivo è ridurre abbattimenti, aumentare sopravvivenza delle nuove piantumazioni e proteggere la città dal caldo, serve un approccio tecnico e continuo. Ecco le leve più efficaci.

5 leve che cambiano davvero la gestione

  • Censimento aggiornato + mappatura: sapere dove sono gli alberi, in che stato, con quali priorità.
  • Diagnosi e monitoraggio: intervenire prima che l’albero diventi pericoloso (e “senza alternative”).
  • Potature corrette: meno stress e meno fragilità nel tempo (qualità del lavoro = sicurezza).
  • Sostituzioni programmate e cura post-impianto: un albero giovane va seguito (irrigazione, attecchimento, protezioni).
  • Trasparenza su dati e tempi: bilancio arboreo chiaro e verificabile, con obiettivi annuali reali.

Anche condomini e aziende possono fare la loro parte: curare aree verdi private, gestire correttamente alberature in cortili, evitare potature “fai da te” rischiose e impostare piani di manutenzione periodici. È così che si riduce il ricorso all’emergenza.

Servizio consigliato: Manutenzione del verde a Roma (condomini, aziende, aree esterne)

Un verde curato si mantiene con continuità: sfalcio, potature eseguite correttamente, pulizia aree esterne, gestione stagionale e interventi mirati sulle criticità. Per condomini e imprese, un piano programmato riduce rischi, migliora decoro e aiuta a gestire meglio caldo e vivibilità degli spazi.

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Cosa portare a casa

  • La denuncia nasce dal gap tra abbattimenti e sostituzioni: il punto è la continuità della gestione.
  • Sicurezza e tutela non sono alternative: con manutenzione programmata diminuiscono rischio e interventi d’urgenza.
  • Gli alberi sono infrastruttura climatica: più verde urbano significa più ombra, più raffrescamento e benefici per la salute.

Fonti

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