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Zanzare e Virus: Perché le Ordinanze Comunali Non Bastano
Le ordinanze comunali contro le zanzare sono utili, ma spesso non sono sufficienti a ridurre davvero il rischio legato ai virus trasmessi da zanzare (come West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika). Perché? Perché la prevenzione efficace richiede un sistema continuo: monitoraggio, lotta larvale, interventi mirati e collaborazione reale tra pubblico e privato. Qui trovi un quadro chiaro, con esempi di ordinanze e un metodo pratico per proteggere case, condomini e attività.
Quali virus c’entrano con le zanzare (e perché il tema è serio)
In Italia e in Europa, la sorveglianza sulle arbovirosi (malattie trasmesse da vettori) è un tema stabile e non “stagionale”. I piani nazionali e le linee tecniche considerano virus come West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika e indicano misure che vanno dalla sorveglianza entomologica agli interventi di controllo.
Due esempi rapidi (per capire la logica)
- West Nile: è legato soprattutto a zanzare del genere Culex, con misure di prevenzione mirate (repellenti, zanzariere, riduzione esposizione). (ECDC)
- Chikungunya / Dengue / Zika: spesso coinvolgono zanzare Aedes (come la zanzara tigre, Aedes albopictus). (Ministero – Chikungunya) · (Ministero – Zika)
Cosa prevedono le ordinanze comunali contro le zanzare
Le ordinanze comunali, in genere, impongono obblighi per evitare ristagni d’acqua e richiedono ai cittadini (e alle attività) buone pratiche: eliminare contenitori con acqua piovana, gestire tombini e pozzetti, tenere pulite aree esterne, trattare con larvicidi dove necessario. Ecco due esempi reali (solo per darti un’idea delle misure tipiche):
- Ordinanza Comune di Baiso (2025): obblighi su eliminazione ristagni, trattamenti larvicidi in tombini/pozzetti, gestione aree esterne e indicazioni sugli adulticidi solo in via straordinaria. (Comune di Baiso)
- Ordinanza Comune di Firenze (2025): misure per evitare raccolte d’acqua in depositi e attività (es. coperture, svuotamenti dopo pioggia, gestione stoccaggi). (Comune di Firenze – PDF)
Queste ordinanze sono utili perché fissano regole e responsabilità. Il problema è che, nella pratica, la loro efficacia dipende da quanto sono applicate davvero, dal controllo sul territorio e da quanto “si muove” anche la parte privata (condomini, giardini, cortili, aree commerciali, cantieri, depositi).
Perché “l’ordinanza” da sola non risolve
1) La zanzara nasce (spesso) in micro-ristagni privati
Sottovasi, bidoni, secchi, grondaie, tombini, pozzetti, aree in ombra con ristagni: basta poco. La prevenzione indicata dall’ISS punta molto sulla gestione dei ristagni e sui trattamenti larvicidi in tombini e zone di scolo. (ISS – EpiCentro)
2) Gli adulticidi “a calendario” non sono la soluzione
Molte persone pensano: “faccio un adulticida e ho risolto”. In realtà, diverse linee guida ribadiscono che la lotta agli adulti è spesso straordinaria, con effetti immediati ma transitori, e va inserita in una logica di lotta integrata. (IZSLT – Piano comunale gestione zanzare) · (Regione Emilia-Romagna – Linee guida adulticidi)
3) Senza sorveglianza e risposta rapida, il rischio cresce
I piani nazionali sulle arbovirosi puntano su sorveglianza epidemiologica, sorveglianza entomologica e misure di controllo, con attivazioni rapide quando necessario. (Ministero – Piano nazionale 2020-2025)
Metodo efficace: prevenzione + controllo continuo (quello che funziona davvero)
L’approccio più efficace è quello “integrato”: si riducono i focolai larvali, si monitora, si interviene in modo mirato e si mantiene la pressione nel tempo. È la logica della gestione integrata dei vettori (Integrated Vector Management), in cui la riduzione dei siti larvali è una leva centrale. (WHO/IVM – sintesi)
1) Lotta larvale (la base)
- Trattamenti larvicidi in tombini/pozzetti e aree di scolo (con periodicità adeguata al prodotto).
- Eliminazione micro-ristagni: sottovasi, contenitori, materiali stoccati, grondaie o zone con acqua ferma.
- Ordine e pulizia in cortili, aree verdi, aree condominiali e depositi.
2) Monitoraggio (per sapere dove colpire)
- Sopralluogo e mappatura dei punti a rischio (tombini, cortili, aree comuni, cantieri, zone d’ombra).
- Controlli periodici per verificare presenza larve e aree che “si riattivano” dopo pioggia.
- Azioni correttive rapide: se un punto torna a creare problemi, diventa “punto fisso”.
3) Interventi sugli adulti (solo quando serve, e bene)
Gli adulticidi possono essere utili in situazioni specifiche (picchi di infestazione o esigenze sanitarie), ma vanno gestiti con criteri tecnici e in sicurezza, evitando logiche “a calendario” che danno un sollievo breve e non risolvono la fonte (le larve). (Linee guida adulticidi)
Disinfestazione zanzare: quando conviene farla (e perché fa la differenza)
Se hai un condominio, un giardino, un’attività con spazio esterno o un’area con tombini e pozzetti, la differenza la fanno: sopralluogo, piano larvicida regolare e controlli periodici. È il modo più concreto per ridurre l’infestazione nel tempo, senza inseguire emergenze.
Servizio di disinfestazione da zanzare con interventi mirati e prevenzione continuativa.
Scopri il servizioFonti e riferimenti
- ISS – EpiCentro (Prevenzione zanzara tigre): epicentro.iss.it
- Ministero della Salute – Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025: salute.gov.it (PDF)
- ECDC – West Nile virus infection (prevenzione e misure personali): ecdc.europa.eu
- Ministero della Salute – Schede malattia (Chikungunya / Zika): Chikungunya · Zika
- Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana – Linea guida per piano comunale gestione zanzare: izslt.it (PDF)
- Regione Emilia-Romagna – Linee guida per il corretto utilizzo dei trattamenti adulticidi contro le zanzare: regione.emilia-romagna.it (PDF)
- Esempi di ordinanze comunali (Baiso / Firenze): Baiso · Firenze (PDF)
- WHO/IVM – Approccio di gestione integrata dei vettori (sintesi): ncbi.nlm.nih.gov